Gallese e Guerra, nel testo “ Lo schermo empatico” del 2015, citano Aby Warbung, un attento lettore di Darwin che aprì la storia dell’arte ai contributi della scienza.
Warbung introdusse le nozioni di impronta (Pragung), di Nachleben, di mneme e engramma:
la nozione di impronta (Pragung) fu usata per caratterizzare la presenza nella storia dell’arte di gesti e posture corporee che sono la prova della sopravvivenza delle impronte dell’espressione umana e in tal senso, ad esempio, i panneggi e i movimenti corporei di Botticelli non sono solo ed esclusivamente il risultato della consapevole riproduzione mimetica dei modelli classici;
la seconda nozione, Nachleben, si riferisce alla sopravvivenza nella memoria umana collettiva e individuale delle immagini e dei simboli; Warbung definì la memoria come funzione generale della materia organizzata, questo concetto di memoria include l’attivazione involontaria di immagini, sensazioni e pratiche;
Il concetto di mneme connette neurobiologicamente il passato e il presente, descrivendo la facoltà degli organismi di ricordare le proprie esperienze attraverso gli stimoli incontrati nel proprio ambiente, mentre il concetto di engramma, espresso dal biologo R. Simon (1859 al 1918, cit. in Gallese e Guerra,2015) come traccia materiale iscritta nella memoria da una varietà di fenomeni fisici e psicologici, fu utilizzato da Warbung per fornire una descrizione energetica delle immagini, spesso intese come “dinamogrammi”, cioè segni energetici. Immagini artistiche costituiscono quindi simboli dinamici che in virtù dell’energia accumulata occupano la memoria collettiva umana.