Le migrazioni sono generate da un sistema complesso di concause che si intrecciano e stratificano: disuguaglianze economiche, dinamiche demografiche, crisi ambientali, conflitti e instabilità politiche, reti sociali e familiari già attive nel paese di arrivo.
Per quanto riguarda la situazione italiana al 31 dicembre 2024 si conta la presenza di 5 milioni e 422 mila cittadini stranieri (Simone, 2025). Dal 2023 si registra un aumento della popolazione residente straniera di 169mila individui (+3,2%), con un’incidenza sulla popolazione totale del 9,2%. Questo aumento si riflette anche in ambito scolastico dove in Italia, nell’anno scolastico 2023/2024 gli iscritti a scuola sono 8.035.009 studenti, di cui 931.323 con cittadinanza straniera (11,6%), incidenza superiore a quella di tutti gli stranieri sulla popolazione residente (8,9%),
La migrazione è un evento sociologico inserito in un contesto storico e politico e al di là delle motivazioni, a volte è traumatica; questo trauma spesso viene trasmesso da genitori ai figli. In questo assetto di difficoltà la padronanza della lingua parlata nel paese di arrivo (caratteristica delle seconde e terze generazioni) costituisce un importante fattore di protezione perché garantisce maggiore integrazione nelle comunità e un minore isolamento. La lingua permette la trasmissione dei significati culturali impliciti e non detti, ancor di più dei ruoli: la lingua è una forma specifica di cultura che determina il senso di appartenenza di ciascuno (Campisi, 2003).
Diversi lavori hanno stabilito dei legami tra il fallimento scolastico e il basso livello sociale della famiglia dei migranti, ipotizzando un legame tra due fattori ambientali: livello sociale sfavorevole e situazione transculturale. Allo stato attuale queste variabili si rinforzano senza che una si riducibile all’altra (Moro, 2009).
Stando a questa situazione si verifica una richiesta di valutazione presso i servizi di Neuropsichiatria pubblici e accreditati anche per bambini e bambine, ragazzi e ragazze migranti di prima, seconda e terza generazione.
Le prese in carico di questi casi complessi hanno portato ad una riflessione su diversi elementi che
intervengono durante questi iter: lo svantaggio economico e sociale, i fattori culturali, i bias nella valutazione e gli strumenti di valutazione, in questo ultimo caso in particolare si pongono delle riflessioni anche per i test considerati culture free.